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	<title>if&#38;blog &#187; Social Network</title>
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	<description>il blog di if&#38;but Network di Comunicazione</description>
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		<title>Tumblr: nuovo &#8216;social-collage&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 13:43:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claclick</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; entrato nella classifica dei cinquanta siti web più visitati d&#8217;Oltreoceano. Si sta affermando come una delle community più attive, crescendo rapidamente. Permette di riunire in un&#8217;unica pagina frammenti di testi, disegni, filmati, immagini e citazioni. Contenuti diversi e di origini diverse da commentare. Si chiama TUMBLR ed è stato creato, nel 2007, dal giovane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">E&#8217; entrato nella classifica dei cinquanta siti web più visitati d&#8217;Oltreoceano. Si sta affermando come una delle community più attive, crescendo rapidamente. Permette di riunire in un&#8217;unica pagina frammenti di testi, disegni, filmati, immagini e citazioni. Contenuti diversi e di origini diverse da commentare. Si chiama TUMBLR ed è stato creato, nel 2007, dal giovane 24enne David Karp. In tre anni ha raggiunto i 6 milioni di utenti.</p>
<p style="text-align: justify">La carta vincente è il formato collage, se così lo si può definire, che costituisce un unico spazio in cui si possono commentare e inserire contenuti diversi. Nemmeno a dirlo, dalla sua anche il fatto che si presti alla visualizzazione su dispositivi mobili come gli smartphone. Tumblr è un blocco su cui appuntare idee, parole e immagini.</p>
<p style="text-align: justify">Ha attirato l&#8217;interesse di società editoriali e altre aziende. Rispetto ai suoi predecessori (Facebook e Twitter), già territorio d&#8217;azione di diverse aziende, ha maggiore interattività, si presta alla chiacchiera e all&#8217;immediatezza del feedback.  Hanno già aperto un account Newsweek, con una selezione di contenuti propri e trovati in rete, il New Yorker e i reportage fotografici di Pro Publica.</p>
<p style="text-align: justify">La particolarità della community è che, a differenza degli altri network, non mostra orgogliosamente il numero dei seguaci di un determinato blog, ma vuole creare comunicazione e partecipazione creativa all&#8217;interno di una comunità invece del semplice esporre il gradimento da parte di un pubblico.</p>
<p style="text-align: justify">Rimane difficile dire se si tratti di una miccia che si spegnerà prima di far esplodere la bomba o se rimarrà accesa, i fatti di oggi parlano chiaro: la crescita di utenti è stata rapida, per il resto il verdetto al tempo.</p>
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		<title>Facebook è una minaccia?</title>
		<link>http://www.ifbut.com/blog/2010/04/12/facebook-e-una-minaccia/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 15:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claclick</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dentro alla comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Un ministro del Governo tedesco ha minacciato di cancellare il proprio account, le Autorità svizzere e tedesche hanno avviato un&#8217;offensiva  per limitare la facile diffusione di dati personali. Alcune reazioni alla &#8216;minaccia&#8217; di Facebook di cambiare le regole sulla privacy ed avere più facile e libero accesso ai dati personali degli utilizzatori del social network [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Un ministro del Governo tedesco ha minacciato di cancellare il proprio account, le Autorità svizzere e tedesche hanno avviato un&#8217;offensiva  per limitare la facile diffusione di dati personali. Alcune reazioni alla &#8216;minaccia&#8217; di Facebook di cambiare le regole sulla privacy ed avere più facile e libero accesso ai dati personali degli utilizzatori del social network più famoso del mondo.</p>
<p style="text-align: justify">Facebook, come tutti i social network,  ha difficoltà a produrre utili. E&#8217; andata in pareggio per la prima volta nel 2009. Quindi ha bisogno di trovare soluzioni per incrementare il reddito. E che cosa pensa? di voler rendere più mirati e di conseguenza più efficaci e più reddittizi i messaggi pubblicitari. Per fare questo, ha bisogno di conoscere meglio i suoi utilizzatori, ed ecco che tenta di far cadere il muro della privacy e aprire la possibilità di accedere a più dati possibili. Nella pratica, si dovrebbe concretizzare in un cambiamento delle regole interne che permettano di fornire parte dei dati personali a società esterne. Con la solita gabola che, da qualche parte, in carattere minuscolo, sia scritto di negare il consenso all&#8217;utilizzo dei propri dati in modo da non essere assaliti da e-mail pubblicitarie.. Non credo la spunta sarà messa ben in evidenza. Comunque, c&#8217;è da star tranquilli, le aziende destinatarie dei dati saranno selezionate con attenzione.</p>
<p style="text-align: justify">Le reazioni più indignate arrivano dalla vecchia Europa mentre gli USA sembrano non reagire. Perche? Negli Stati Uniti prevale la regola del libero mercato, le aziende sono abituate a muoversi ottenendo dati personali e gli utenti sono abituati a fornirli. In Europa non è così, il diritto alla privacy, perlomeno a parole, sembra intoccabile.</p>
<p style="text-align: justify">Addirittura sembra che l&#8217;azione di Facebook, o meglio la reazione europea a questa, possa far scoppiare una caso diplomatico con gli Stati Uniti e scatenare una guerra sulla privacy. Al momento, da quanto si legge su La Repubblica di oggi, Facebook ammorbidisce le polemiche &#8221; Siamo un gruppo globale e proprio per questo cerchiamo di fare in modo che il nostro servizio rispetti tutte le legislazioni delle aree in cui operiamo&#8221; è quanto afferma Richard Allan (direttore di Facebook Europa). Certo è che USA e UE hanno due visioni diverse della cosa. Le società americane di internet sono cresciute offrendo al pubblico servizi gratuiti in cambio della fornitura di dati personali (che rendono più efficienti i messaggi pubblicitari) e la Casa Bianca appoggia queste azioni. Dall&#8217;altro lato UE ha sancito il diritto alla privacy che va rispettato da Società e Governi.</p>
<p style="text-align: justify">Il numero di aziende, politici, persone che utilizzano Facebook, nonostante tutto, cresce sempre di più. E moltissimi lo utilizzano per farsi pubblicità. Davvero ci sentiamo così minacciati dal fatto che qualcuno conosca i nostri dati personali? non siamo proprio noi a metterli li?a disposizione delle aziende che magari cercano personale? a disposizione del vicino di casa che appena salutiamo, ma è nostro Amico su Facebook?</p>
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		<title>Grafomania e letteratura: c&#8217;è spazio per tutti.</title>
		<link>http://www.ifbut.com/blog/2009/08/29/grafomania/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 09:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e dintorni]]></category>
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		<category><![CDATA[Valentina F.]]></category>
		<category><![CDATA[Woofer]]></category>

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		<description><![CDATA[Si dice che ne ferisce più la penna della spada. Oggi lo spazio per parlare e scrivere non manca, ma si rischia di avere molto poco da dire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/CGIL2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-407" title="CGIL" src="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/CGIL2.jpg" alt="CGIL" width="368" height="130" /></a>Si dice che ne ferisce più la <strong>penna</strong> della spada. È vero: una frase detta al momento opportuno con il tono adeguato, nel giusto contesto, può scatenare ira o ilarità. Un <strong>parola può far molto</strong> bene, ma pure molto male. Anche in Rete, la parola scritta è la chiave, o sarebbe meglio dire la <em>keyword</em>, per entrare nel club dei motori di ricerca, per essere letti, commentati, condivisi, &#8220;spammati&#8221; dai lettori. Recentemente una piccola agenzia di Washington, chiamata LLC, ha lanciato <strong><a title="Woofer" href="http://woofertime.com/" target="_blank">Woofer</a></strong>, un sito che fa il verso al celebre social network Twitter. Se Twitter concede agli utenti 140 caratteri per esprimersi, Woofer è fatto per chi ne esige almeno 1400. Cosa fare con &#8220;tanto&#8221; spazio? Il messaggio è utile per presentarsi, per parlare. Woofer, dall&#8217;inglese <em>woof</em>, &#8220;latrato&#8221;, è rappresentato da un cane piuttosto aggressivo, con tanto di collare armato di borchie. Abbaiando, il cucciolone fa scappare l&#8217;uccellino simbolo di <strong>Twitter</strong> (in inglese &#8220;cinguettare&#8221;).<span id="more-393"></span></p>
<p><a href="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/woofer.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-396" title="woofer" src="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/woofer.jpg" alt="woofer" width="233" height="146" /></a>Se un &#8220;fischio&#8221; non basta, adesso potete abbaiare. Quando tutto sembra già stato detto, o fatto, ecco che si fa avanti qualcuno che dice le stesse cose in modo diverso. Nella sostanza Woofer non contraddice Twitter, così come nessun Social Network, da Facebook a Ning, è diverso. Cambiano nella grafica e nella filosofia, ma si tratta pur sempre di <strong>contenitori</strong>, pronti ad ospitare parole, immagini, pensieri, e, se proprio si è molto pigri, solo emoticon, le icone che descrivono le emozioni.</p>
<p>I Social Network sono spazi di <strong>condivisione estrema</strong>, ma spesso diventano luoghi di superficialità. Non potrebbe essere altrimenti, perché sui Social Network siamo tutti uguali (nessuno a più privilegi di altri), e un po&#8217; tutti mediocri. Non sono i nostri pensieri ad essere poveri, forse è solo sbagliato il mezzo con cui scegliamo di esprimerli. Scrivere poche righe non richiede impegno in termini di tempo, e nessuno si aspetta che diciamo qualcosa di particolarmente brillante. In 140 caratteri posso scrivere: &#8220;<em>Buongiorno a tutti! Mi sono svegliato male, in frigo non c’è più latte e piove. Mi tocca lavorare 8 ore e non ce n’ho voglia. Voi che fate?!</em>&#8220;, ma che <strong>cosa sto comunicando</strong> davvero? Su Woofer si trovano pezzi dello stesso livello, come: &#8220;<em>Louco por ti Corinthians!!!!!!!!!!!!!</em>&#8221; ripetuto su 38 righe. è chiaro che l&#8217;utente va pazzo per Sport Club Corinthians, ma mi rifiuto di credere che questa sia la strada attraverso cui nasceranno nuove forme di letteratura contemporanee.</p>
<p><a href="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/TVUKDB.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-398" title="TVUKDB" src="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/TVUKDB.jpg" alt="TVUKDB" width="136" height="180" /></a>I caratteri limitati dei messaggi via telefonino hanno inesorabilmente condizionato il modo di scrivere, soprattutto dei più giovani. Anche chi utilizza quotidianamente la chat ha poco da stare allegro. Chi non si è espresso, almeno un volta con un &#8220;ke&#8221;, al posto di &#8220;che&#8221;, o con un &#8220;thx&#8221; al posto di &#8220;thanks&#8221;? Mea culpa, è la forza dell&#8217;abitudine. L&#8217;esempio più celebre di questo slang è un libro, che non raccomando ai maggiori di 14 anni, intitolato <em><strong>TVUKDB &#8211; Ti voglio un kasino di bene</strong></em>. Autrice del volume, edito da Fanucci, è Valentina F., una vera teenager, che ha riscosso enorme successo.<br />
Da quando la grafomania è diventata letteratura? Prima della diffusione di Internet gli aspiranti scrittori sognavano di trovare un editore che pubblicasse il loro libro, perché era l&#8217;unico modo per farsi conoscere. Oggi chiunque può avere un pubblico, il problema è <strong>sapere cosa dire</strong>, e come dirlo.</p>
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