<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>if&#38;blog &#187; Facebook</title>
	<atom:link href="http://www.ifbut.com/blog/tag/facebook/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ifbut.com/blog</link>
	<description>il blog di if&#38;but Network di Comunicazione</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Aug 2010 13:43:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Facebook è una minaccia?</title>
		<link>http://www.ifbut.com/blog/2010/04/12/facebook-e-una-minaccia/</link>
		<comments>http://www.ifbut.com/blog/2010/04/12/facebook-e-una-minaccia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 15:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claclick</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dentro alla comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ifbut.com/blog/?p=667</guid>
		<description><![CDATA[Un ministro del Governo tedesco ha minacciato di cancellare il proprio account, le Autorità svizzere e tedesche hanno avviato un&#8217;offensiva  per limitare la facile diffusione di dati personali. Alcune reazioni alla &#8216;minaccia&#8217; di Facebook di cambiare le regole sulla privacy ed avere più facile e libero accesso ai dati personali degli utilizzatori del social network [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Un ministro del Governo tedesco ha minacciato di cancellare il proprio account, le Autorità svizzere e tedesche hanno avviato un&#8217;offensiva  per limitare la facile diffusione di dati personali. Alcune reazioni alla &#8216;minaccia&#8217; di Facebook di cambiare le regole sulla privacy ed avere più facile e libero accesso ai dati personali degli utilizzatori del social network più famoso del mondo.</p>
<p style="text-align: justify">Facebook, come tutti i social network,  ha difficoltà a produrre utili. E&#8217; andata in pareggio per la prima volta nel 2009. Quindi ha bisogno di trovare soluzioni per incrementare il reddito. E che cosa pensa? di voler rendere più mirati e di conseguenza più efficaci e più reddittizi i messaggi pubblicitari. Per fare questo, ha bisogno di conoscere meglio i suoi utilizzatori, ed ecco che tenta di far cadere il muro della privacy e aprire la possibilità di accedere a più dati possibili. Nella pratica, si dovrebbe concretizzare in un cambiamento delle regole interne che permettano di fornire parte dei dati personali a società esterne. Con la solita gabola che, da qualche parte, in carattere minuscolo, sia scritto di negare il consenso all&#8217;utilizzo dei propri dati in modo da non essere assaliti da e-mail pubblicitarie.. Non credo la spunta sarà messa ben in evidenza. Comunque, c&#8217;è da star tranquilli, le aziende destinatarie dei dati saranno selezionate con attenzione.</p>
<p style="text-align: justify">Le reazioni più indignate arrivano dalla vecchia Europa mentre gli USA sembrano non reagire. Perche? Negli Stati Uniti prevale la regola del libero mercato, le aziende sono abituate a muoversi ottenendo dati personali e gli utenti sono abituati a fornirli. In Europa non è così, il diritto alla privacy, perlomeno a parole, sembra intoccabile.</p>
<p style="text-align: justify">Addirittura sembra che l&#8217;azione di Facebook, o meglio la reazione europea a questa, possa far scoppiare una caso diplomatico con gli Stati Uniti e scatenare una guerra sulla privacy. Al momento, da quanto si legge su La Repubblica di oggi, Facebook ammorbidisce le polemiche &#8221; Siamo un gruppo globale e proprio per questo cerchiamo di fare in modo che il nostro servizio rispetti tutte le legislazioni delle aree in cui operiamo&#8221; è quanto afferma Richard Allan (direttore di Facebook Europa). Certo è che USA e UE hanno due visioni diverse della cosa. Le società americane di internet sono cresciute offrendo al pubblico servizi gratuiti in cambio della fornitura di dati personali (che rendono più efficienti i messaggi pubblicitari) e la Casa Bianca appoggia queste azioni. Dall&#8217;altro lato UE ha sancito il diritto alla privacy che va rispettato da Società e Governi.</p>
<p style="text-align: justify">Il numero di aziende, politici, persone che utilizzano Facebook, nonostante tutto, cresce sempre di più. E moltissimi lo utilizzano per farsi pubblicità. Davvero ci sentiamo così minacciati dal fatto che qualcuno conosca i nostri dati personali? non siamo proprio noi a metterli li?a disposizione delle aziende che magari cercano personale? a disposizione del vicino di casa che appena salutiamo, ma è nostro Amico su Facebook?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ifbut.com/blog/2010/04/12/facebook-e-una-minaccia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Twitter, Facebook, Skype per informare</title>
		<link>http://www.ifbut.com/blog/2010/01/14/twitter-facebook-skype-per-informare/</link>
		<comments>http://www.ifbut.com/blog/2010/01/14/twitter-facebook-skype-per-informare/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 13:43:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claclick</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dentro alla comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[haiti]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[skype]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>
		<category><![CDATA[web internet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ifbut.com/blog/?p=629</guid>
		<description><![CDATA[Prima che arrivassero nelle televisioni di tutto il mondo, notizie e foto della tragedia di Haiti sono passate attraverso Twitter, Facebook e Skype. La rete dei social network ha &#8216;vinto&#8217; la sfida del blackout dell&#8217;informazione. Molti account di Twitter sono diventati punti di aggiornamento informativo. 4000 post hanno &#8216;cinguettato&#8217; pochi minuti dopo il sisma. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-632 alignright" style="margin: 5px" src="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/istock-social-network-240x300.jpg" alt="istock-social-network" width="240" height="300" /></p>
<p>Prima che arrivassero nelle televisioni di tutto il mondo, notizie e foto della tragedia di Haiti sono passate attraverso <strong>Twitter</strong>, <strong>Facebook </strong>e <strong>Skype</strong>. La rete dei <strong>social network </strong>ha &#8216;vinto&#8217; la sfida del blackout dell&#8217;informazione. Molti account di Twitter sono diventati punti di aggiornamento informativo. 4000 post hanno &#8216;cinguettato&#8217; pochi minuti dopo il sisma. A poche ore dalla catastrofe, migliaia di persone hanno potuto preparare i soccorsi, lanciare appelli, organizzare raccolte di fondi tramite i social network.  Su Twitter vi sono messaggi che raccontano i primi momenti del sisma attraverso il racconto minuto dopo minuto del disastro che circonda chi scrive, fino alle tristi invocazioni verso chi non può dare nessuna risposta nemmeno via internet. Nei messaggi le lingue si mischiano, inglese, francese, portoghese e spagnolo.<span id="more-629"></span></p>
<p>Questi strumenti tecnologici, spesso troppo invasivi, questa volta hanno superato tutte le barriere ma per <strong>comunicare </strong>con il mondo. Skype è stato l&#8217;unico mezzo grazie al quale l&#8217;Ambasciata di Haiti in Italia ha potuto mettersi in contatto con l&#8217;isola.  Facebook ha fatto la sua parte, raccogliendo i messaggi di chi poteva postarli da Haiti e ha creato gruppi di solidarietà e di informazione con numeri utili a cui rivolgersi. Inutile dire il numero di  contatti raggiunti dai gruppi in pochi minuti.</p>
<p>Dai social network al più &#8216;tradizionale&#8217; <strong>web</strong>.  In poche ore pagine  e blog che contenevano messaggi del tipo &#8220;sono vivo&#8221; , immagini del disastro apparivano.  Il web è stato invaso da una mole immensa di immagini e notizie. Alcune superflue, altre irritanti e altre utili.</p>
<p>In una situazione apocalittica come quella di Haiti, Internet ha garantito un flusso di informazioni altrimenti non disponibile.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ifbut.com/blog/2010/01/14/twitter-facebook-skype-per-informare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Comunicare apertamente</title>
		<link>http://www.ifbut.com/blog/2009/06/17/manifesto-comunicazione/</link>
		<comments>http://www.ifbut.com/blog/2009/06/17/manifesto-comunicazione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 11:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Ghersi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio stampa]]></category>
		<category><![CDATA[digital prm Marco Massarotto]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Hagakure]]></category>
		<category><![CDATA[Manifesto Agenzie di Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubbliche relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ifbut.com/blog/?p=200</guid>
		<description><![CDATA[Sono nove i punti del manifesto proposto recentemente, nato dall'esigenza di "manifestare" l'apertura di un'agenzia di pubbliche relazioni nei confronti degli utenti, i fruitori/ consumatori del Web. La parola chiave è il dialogo, umile e pertinente, il dialogo tra l'agenzia e il cliente, che spesso ha le idee un po' confuse sulle potenzialità offerte dalla Rete.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/digital-pr.jpg"><img class="size-full wp-image-202 alignnone" title="digital-pr" src="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/digital-pr.jpg" alt="digital-pr" width="580" height="222" /></a></p>
<p>Sono nove i punti del <strong>manifesto</strong> proposto recentemente, nato<span class="Titlogrande"> dall&#8217;esigenza di &#8220;manifestare&#8221; l&#8217;apertura di un&#8217;agenzia di pubbliche relazioni nei confronti degli utenti, i fruitori/ consumatori del Web. La parola chiave è il <strong>dialogo</strong>, umile e pertinente, il dialogo tra l&#8217;agenzia e il cliente, che spesso ha le idee un po&#8217; confuse sulle <strong>potenzialità offerte dalla Rete</strong>. <span id="more-200"></span></span></p>
<p><span class="Titlogrande">Il dovere è quello di illustrare ai clienti i vantaggi delle cosiddette &#8220;<strong>digital pr</strong>&#8220;, ovvero aiutarli ad aprire un dialogo con i propri consumatori sul Web. Si parla allora di profili aziendale sui principali Social Network (dal popolare Facebook, ma anche i blog tradizionali), come spazi si <strong>libera espressione</strong>, dove il target può lasciare le proprie opinioni, e l&#8217;azienda ricevere preziose informazioni, che hanno un valore maggiore rispetto ai classici sondaggi.</span></p>
<p><span class="Titlogrande">Il manifesto, le cui ragioni sono spiegate su una pagina di <a title="Manifesto su Facebook" href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=95528646604" target="_blank">Facebook</a>, propone anche un punto 10, per chi fosse interessato a integrare i buoni propositi.<br />
</span></p>
<p><strong>Community First. Un manifesto sui rapporti Aziende-Comunità.</strong></p>
<p>1 &#8211; Qualunque navigatore arrivi su un tuo sito è un’ospite, e come tale va trattato.<br />
2 &#8211; Se vuoi che la comunità faccia qualcosa per te, fai prima qualcosa per la comunità.<br />
3 &#8211; Più un’azienda saprà parlare come parlano le persone, più le persone vorranno parlarci.<br />
4 &#8211; Non fate mai le cose completamente da soli.<br />
5 &#8211; Tra chiuso e aperto, nel dubbio <strong>scegli aperto</strong>.<br />
6 &#8211; Le cose non andranno mai come ti aspetti, per fortuna.<br />
7 &#8211; Prometti meno di quanto puoi fare, ma fai più di quanto hai promesso.<br />
8 &#8211; Di fronte a te non c’è un computer, c’è un altro essere umano.<br />
9 &#8211; Internet è un luogo dove costruire: identità, spazi, relazioni.<br />
10 &#8211; …</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ifbut.com/blog/2009/06/17/manifesto-comunicazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
