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	<description>il blog di if&#38;but Network di Comunicazione</description>
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		<title>Fotogiornalismo: scatta e cosa rimane?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 15:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claclick</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno degli esempi più recenti è quello di Haiti. Daniel Morel, fotogiornalista haitiano, riesce a scattare una serie di foto durante il terribile terremoto e le pubblica su twitter. Da qui scatta il piano del truffatore che fa sue le foto e parte il caso di plagio. Le foto fanno il giro del mondo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Uno degli esempi più recenti è quello di Haiti. Daniel Morel, fotogiornalista haitiano, riesce a scattare una serie di foto durante il terribile terremoto e le pubblica su twitter. Da qui scatta il piano del truffatore che fa sue le foto e parte il caso di plagio. Le foto fanno il giro del mondo e sono attribuite sia al vero autore che al responsabile del plagio. A tuttoggi circolano immagini con entrambi i copyright. Questo solo uno, ma ben esemplificativo, dei problemi che il fotogiornalista si trova a dover affrontare e spartire con Internet. Per questo caso in particolare è in corso un processo negli Stati Uniti, le conclusioni e le riflessioni a cui porterà saranno, presumibilmente amare e racconteranno le difficoltà dei fotoreporter di far valere i propri diritti rispetto all&#8217;era digitale, rispetto alla circolazione spasmodica dell&#8217;immagine. Aspetteremo la sentenza dopo il 17 giugno.</p>
<p style="text-align: justify">Sembra che la regola dominate sia: chi ha in mano la foto automaticamente ha i suoi diritti che equivale a dire chi ne ha copia sul proprio pc ne può dichiarare la proprietà. Altro aspetto da non sottovalutare,  è che nella quotidiana guerra per lo scoop, per le breaking news, nel mercato globale del giornalismo, non ci sia più tempo per valutazioni etiche o per la correttezza. A questo va aggiunta la questione economica: oggi in rete si trovano immagini a due o tre euro e quindi perchè un editore dovrebbe pagare un professionista di più? A rigor di logica e ad essere corretti dovrebbe vincere la qualità, la professionalità ma in un mondo così a prevalere è la quantità di Internet.</p>
<p style="text-align: justify">Ai &#8216;nuovi&#8217; problemi se ne aggiungono di ben noti nei confronti del fotogiornalismo. La storica disattenzione da parte degli organismi che tutelano la professione giornalistica, per lo meno in Italia, il blocco delle tariffe pagate ai liberi professionisti e l&#8217;inconsistenza dei compensi e infine  l&#8217;abitudine dei quotidiani nazionali a non attribuire legittima propietà  alle foto pubblicate.  A questi ancora voglio aggiungere la crisi generale in corso, l&#8217;aumento di concorrenza dei non professionisti, il mancato rispetto del diritto d&#8217;autore e infine i sempre più severi divieti e le restrizioni sugli scatti in pubblico. In Italia la situazione è questa.</p>
<p style="text-align: justify">In un bel discorso pre-elettorale Rodolfo Valentini, ad aprile, l&#8217;allora consigliere nazionale dell&#8217;Ordine dei Giornalisti, afferma che non sarà più possibile pubblicare fotografie che provengono da chiunque. L&#8217;ODG  si impegna a rimettere le cose a posto. Vi saranno dei controlli che passeranno nelle mani della Guardia di Finanza. Rimane il fatto che sarà necessario confrontarsi con le Leggi dello Stato e con strumenti giuridici sofisticati che coinvolgono la stessa libertà d&#8217;informazione.</p>
<p style="text-align: justify">Per capire che il problema è ben più ampio di quanto scritto, aggiungo due righe riguardanti la situazione in Francia. Più di 3000 posti di lavoro sono stati soppressi dal 2009, secondo i sindacati dei giornalisti. I piani per il 2010 non sembrano molto diversi. I fotoreporter sono in pole position nei licenziamenti. La soluzione alla crisi per gli editori è a portata di mano, le inesauribili fonti di immagini in rete ben più economiche.</p>
<p style="text-align: justify">La ricerca del minimo costo può pesare negativamente sulla qualità del contenuto informativo. Ora che chiunque ha a disposizione un mezzo per &#8216;raccogliere&#8217; immagini ha senso il fotogiornalismo? Forse, come per il più ampio discorso relativo al mutamento in corso del giornalismo, la risposta sta nel tipo di utilizzo dell&#8217;immagine. Il reportage, così come l&#8217;inchiesta devono rimanere una prerogativa della professione del fotoreporter che ha le competenze e le qualità per svolgere il proprio lavoro e non va dimenticato che ci sono ancora fotoreporter che muoiono mentre svolgono la loro professione.</p>
<p style="text-align: justify">La lotta ingaggiataè fra qualità e quantità e ad arbitro sembra esservi solo il web.</p>
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		<title>Facebook è una minaccia?</title>
		<link>http://www.ifbut.com/blog/2010/04/12/facebook-e-una-minaccia/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 15:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claclick</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dentro alla comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Un ministro del Governo tedesco ha minacciato di cancellare il proprio account, le Autorità svizzere e tedesche hanno avviato un&#8217;offensiva  per limitare la facile diffusione di dati personali. Alcune reazioni alla &#8216;minaccia&#8217; di Facebook di cambiare le regole sulla privacy ed avere più facile e libero accesso ai dati personali degli utilizzatori del social network [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Un ministro del Governo tedesco ha minacciato di cancellare il proprio account, le Autorità svizzere e tedesche hanno avviato un&#8217;offensiva  per limitare la facile diffusione di dati personali. Alcune reazioni alla &#8216;minaccia&#8217; di Facebook di cambiare le regole sulla privacy ed avere più facile e libero accesso ai dati personali degli utilizzatori del social network più famoso del mondo.</p>
<p style="text-align: justify">Facebook, come tutti i social network,  ha difficoltà a produrre utili. E&#8217; andata in pareggio per la prima volta nel 2009. Quindi ha bisogno di trovare soluzioni per incrementare il reddito. E che cosa pensa? di voler rendere più mirati e di conseguenza più efficaci e più reddittizi i messaggi pubblicitari. Per fare questo, ha bisogno di conoscere meglio i suoi utilizzatori, ed ecco che tenta di far cadere il muro della privacy e aprire la possibilità di accedere a più dati possibili. Nella pratica, si dovrebbe concretizzare in un cambiamento delle regole interne che permettano di fornire parte dei dati personali a società esterne. Con la solita gabola che, da qualche parte, in carattere minuscolo, sia scritto di negare il consenso all&#8217;utilizzo dei propri dati in modo da non essere assaliti da e-mail pubblicitarie.. Non credo la spunta sarà messa ben in evidenza. Comunque, c&#8217;è da star tranquilli, le aziende destinatarie dei dati saranno selezionate con attenzione.</p>
<p style="text-align: justify">Le reazioni più indignate arrivano dalla vecchia Europa mentre gli USA sembrano non reagire. Perche? Negli Stati Uniti prevale la regola del libero mercato, le aziende sono abituate a muoversi ottenendo dati personali e gli utenti sono abituati a fornirli. In Europa non è così, il diritto alla privacy, perlomeno a parole, sembra intoccabile.</p>
<p style="text-align: justify">Addirittura sembra che l&#8217;azione di Facebook, o meglio la reazione europea a questa, possa far scoppiare una caso diplomatico con gli Stati Uniti e scatenare una guerra sulla privacy. Al momento, da quanto si legge su La Repubblica di oggi, Facebook ammorbidisce le polemiche &#8221; Siamo un gruppo globale e proprio per questo cerchiamo di fare in modo che il nostro servizio rispetti tutte le legislazioni delle aree in cui operiamo&#8221; è quanto afferma Richard Allan (direttore di Facebook Europa). Certo è che USA e UE hanno due visioni diverse della cosa. Le società americane di internet sono cresciute offrendo al pubblico servizi gratuiti in cambio della fornitura di dati personali (che rendono più efficienti i messaggi pubblicitari) e la Casa Bianca appoggia queste azioni. Dall&#8217;altro lato UE ha sancito il diritto alla privacy che va rispettato da Società e Governi.</p>
<p style="text-align: justify">Il numero di aziende, politici, persone che utilizzano Facebook, nonostante tutto, cresce sempre di più. E moltissimi lo utilizzano per farsi pubblicità. Davvero ci sentiamo così minacciati dal fatto che qualcuno conosca i nostri dati personali? non siamo proprio noi a metterli li?a disposizione delle aziende che magari cercano personale? a disposizione del vicino di casa che appena salutiamo, ma è nostro Amico su Facebook?</p>
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		<title>Infographic e fruizione di dati</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 09:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claclick</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Nell&#8217;evoluzione del giornalismo e più in generale del mondo della comunicazione, anche la fruizione di dati numerici e statistici cambia. Dati e informazioni numeriche su determinati territori, abitudini, tipi di spese o d&#8217;investimento, sono oggi frubili a tutti grazie all&#8217; infografica, information graphic o infographic. Il quadro della nuova era dell&#8217;informazione, si muove attraverso decine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-647 alignleft" src="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/googlegreen1-111x300.jpg" alt="googlegreen" width="111" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Nell&#8217;evoluzione del giornalismo e più in generale del mondo della comunicazione, anche la fruizione di dati numerici e statistici cambia. Dati e informazioni numeriche su determinati territori, abitudini, tipi di spese o d&#8217;investimento, sono oggi frubili a tutti grazie all&#8217;<strong> infografica</strong>, information graphic o infographic. Il quadro della nuova era dell&#8217;informazione, si muove attraverso decine e decine di dati, ecco perchè la via grafica viene in aiuto alla comprensione e al dipanamento dell&#8217;enorme mole di numeri.</p>
<p style="text-align: justify">Si tratta di organizzare dati e informazioni in forma grafica. I principi dell&#8217;<strong>infodesign </strong>sono quelli di rendere il più semplice ed immediatamente intuibile la lettura dei dati. Si ricorre a questo tipo di informazione in tutti i casi nei quali si voglia trasmettere in modo semplice e immediato un&#8217;<strong>informazione</strong>. I mezzi sono molti, ed evolvono di giorno in giorno, ad esempio tabelle, grafici, mappe, simboli, colori,disegni etc etc.</p>
<p style="text-align: justify">J.W.Turkey, analista, nel 1977 affermava: &#8220;Il grande valore di un&#8217;immagine è quando essa ci forza a comprendere cose che mai ci saremmo aspettati di vedere&#8221;. Tufte, statistico e scultore, lo definisce un processo che incorpora molte dimensioni di informazioni in un&#8217;immagine bidimensionale.<span id="more-641"></span></p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;<strong>infographic </strong>rappresenta un modo per comprendere meglio noi stessi, il mondo intorno. Numeri riguardanti calcoli di spesa annua o mensile,</p>
<p style="text-align: justify"><img class="size-medium wp-image-655 alignright" src="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/infografica1-150x300.jpg" alt="infografica" width="150" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">l&#8217;utilizzo del tempo libero ma anche i numeri riguardanti il lavoro, l&#8217;agricoltura o quelli che raccontano i comportamenti umani nei vari aspetti della vita, sono fruibili grazie a questo modo di fare informazione. Oggi, siamo circondati da flussi di dati, tutti vogliono comunicare qualcosa e non sempre il messaggio è così chiaro. Ecco che l&#8217;infografica permette a chiunque guardi l&#8217;immagine di comprenderlo.</p>
<p style="text-align: justify">Se fosse necessario dirlo, la rete <strong>internet </strong>ha messo il becco anche qui. La <strong>rappresentazione infografica </strong>è fruibile in rete e qui viene anche animata. Il risultato è l&#8217;ancor più diretta comprensione del dato rapprersentato. Oltre a questo l&#8217;infodesign produce una diffusione sempre maggiore di dati e informazioni. In più, stimola i grafici e gli addetti ai lavori alla ricerca di innovative e sempre più efficaci rappresentazioni.</p>
<p>Vi sono siti come FlowingData, Bakkemoen e Chartporn da tenere presenti se si è interessati al giornalismo visuale o all&#8217;infografica.</p>
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