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	<title>if&#38;blog &#187; Tecnologie</title>
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	<description>il blog di if&#38;but Network di Comunicazione</description>
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		<title>I pixel di SKY</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 07:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo spot di SKY HD è stato realizzato con tecniche 3D dall'agenzia Imaginary Forces (Los Angeles - New York) e va in onda in questi giorni. Mentre Marylin Monroe canta Bye Bye Baby, vediamo la nostra scena preferita di Titanic disturbata da grandi pixel, così come sembrano pezzi del Lego, i giocatori che corrono sul campo di calcio: "Addio bassa definizione".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/sky-hd-1.jpg"><img title="sky-hd-1" src="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/sky-hd-1.jpg" alt="sky-hd-1" width="580" height="222" /></a></p>
<p>Mentre cerco un conforto serale facendo zapping compulsivo, <strong>SKY Italia</strong> mi convince che è giunta l&#8217;era dell&#8217;Alta Definizione, con il nuovo, emozionante, spot pubblicitario. A dirmelo è proprio il mio vecchio televisore, sul quale una fastidiosa macchia color verde alieno, compare di tanto in tanto all&#8217;angolo sinistro dello schermo. Uno schermo a tutto tondo, il mio, reso pingue dagli anni che, anche per lui, lasciano segni indelebili e lo rendono sorpassato. Quale che sia il supporto, ciò non mi impedisce di sbirciare <strong>nel futuro</strong>, anzi, nel presente. Facendo un giro in Rete posso godermi le meraviglie dell&#8217;<strong>High Definition</strong>.<span id="more-302"></span></p>
<p><a href="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/sky-hd-titanic3.jpg"><img class="size-full wp-image-326 alignleft" title="sky-hd-titanic" src="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/sky-hd-titanic3.jpg" alt="sky-hd-titanic" width="368" height="180" /></a>Lo spot è stato realizzato con <strong>tecniche 3D</strong> dall&#8217;agenzia Imaginary Forces (Los Angeles &#8211; New York) e va in onda in questi giorni. Mentre Marylin Monroe canta <em>Bye Bye Baby</em>, vediamo la nostra scena preferita di Titanic disturbata da <strong>grandi pixel</strong>, così come sembrano pezzi del Lego i giocatori che corrono sul campo di calcio: &#8220;Addio bassa definizione&#8221;.</p>
<p>Il sito <a title="SkyHD" href="http://www.skyhd.it/" target="_blank">Skyhd.it</a> offre una spettacolare intro che consiglio di non saltare, perché, così dice il claim, &#8220;<strong>Amplifica le tue passioni</strong>&#8220;. Il video promozionale, che sorprende per la velocità di caricamento, ci guida verso la nuova esperienza. Le immagini di Natura, Sport, Attualità, Spettacolo, Cinema e Azione, sono sapientemente montate e rese vive da una musica <strong>toccante e avvolgente</strong>. Colori, nitidezza, profondità e audio sono i punti di forza attorno a cui ruota la campagna, arricchita da tools interattivi in flash che permettono di apprezzare la differenza fra passato e futuro.</p>
<p><a href="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/sky-hd-logo2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-324" title="sky-hd-logo" src="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/sky-hd-logo2.jpg" alt="sky-hd-logo" width="246" height="104" /></a>E siccome in fatto di advertising <strong>SKY non ne sbaglia una</strong>, sfrutta il potere della ridondanza lanciando, almeno in Italia, altri spot. Sono tutti diversi, ma riconducibili alla stessa campagna, grazie al nuovo logo. Una scelta ardita, quella di creare un brand a se&#8217; stante, ma premia ancora una volta, e il merito va attribuito all&#8217;empatia che la casa madre riesce sempre a trasmettere.</p>
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		<title>SolarWorld No.1 e la bellezza della velocità</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 14:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tupet</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>
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		<description><![CDATA[La SolarWorld No. 1 è il risultato di una ricerca condotta dall'Università di Scienze applicate di Bochum. La scocca, realizzata in carbonio, è ricoperta quasi interamente da celle solari, che accumulano l'energia sufficiente per lanciare l'auto a 120 Km/h, ma che possono anche farle attraversare un continente, mantenendo una velocità media di 85 Km/h.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_82" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-82 " title="solarworld-01" src="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/05/solarworld-01.jpg" alt="L'auto SolarWorld No. 1 che nel 2007 si è aggiudicata una menzione per il miglior design alla prestigiosa Panasonic World Solar Challenge." width="580" height="222" /><p class="wp-caption-text">L&#39;auto SolarWorld No. 1 che nel 2007 si è aggiudicata una menzione per il miglior design alla prestigiosa Panasonic World Solar Challenge. Le sue linee ricordano il corpo di un defino.</p></div>
<p>Per l&#8217;uomo la <strong>velocità</strong> è sempre stata una <strong>sfida</strong>. Cent&#8217;anni or sono Marinetti scriveva sul Manifesto del Futurismo che &#8220;la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la <strong>bellezza della velocità</strong>&#8220;, descrivendo in poche parole l&#8217;esaltazione per l&#8217;invenzione che di lì a poco avrebbe accorciato le distanze e cambiato definitivamente la vita dell&#8217;uomo.</p>
<p>Durante tutto il 1800 si susseguirono gli esperimenti per muovere i carri: vapore, elettricità e gas divennero possibili alternative al cavallo, ma fu soltanto nel alla fine del secolo che Rudolf Diesel brevettò il modello precursore che sarà poi il più utilizzato. Paradossalmente, all&#8217;inizio il motore a benzina era meno considerato rispetto all&#8217;automobile elettrica, tanto che i primi record di velocità, vennero conquistati dai primi modelli di auto alimentate dall&#8217;elettricità. Ai tempi <strong>le gare scrivevano la storia</strong>: nel 1899 l&#8217;auto battezzata &#8220;<strong>La Jamais Contente</strong>&#8220;, guidata dal belga Camille Jenatzy, batteva la vettura del francese Gaston de Chasseloup-Laubat sfiorando i 105,88 km/h.</p>
<p>Purtroppo l&#8217;industria automobilistica avrebbe seguito un&#8217;altra strada, quella dell&#8217;alimentazione a benzina, relegando l&#8217;auto elettrica nella letteratura di fantascienza. Oggi la dipendenza dal petrolio è difficile da abbandonare, ma da tempo si sa che l&#8217;auto elettrica è una realtà possibile, e tante case automobilistiche stanno investendo nella ricerca, sebbene la distribuzione sia ancora utopia.</p>
<p>Dopo l&#8217;auto elettrica è stato fatto un passo ulteriore: una vettura messa in moto grazie all&#8217;energia solare. Si chiama SolarWorld No 1, ed è un prototipo concepito in Germania, un paese sempre in prima fila nel campo del basso impatto ambientale. La SolarWorld No. 1 è il risultato di una ricerca condotta dall&#8217;<strong>Università di Scienze applicate di Bochum</strong>. La scocca, realizzata in carbonio, è ricoperta quasi interamente da <strong>celle solari</strong>, che accumulano l&#8217;energia sufficiente per lanciare l&#8217;auto a 120 Km/h, ma che possono anche farle attraversare un continente, mantenendo una velocità media di 85 Km/h.</p>
<p>Proprio come due secoli fa, anche oggi le novità nel campo automobilistico arrivano grazie alle sfide, competizioni in cui le auto ad energia solare misurano le proprie prestazioni. Durante queste gare automobilistiche a primeggiare sono soprattutto le idee, la forza, l&#8217;immagine e il design, che, riprendendo il pensiero futurista, rende bella (e buona) la velocità. Se poi l&#8217;ambiente e il portafogli non vengono intaccati, non possiamo chiedere di meglio.</p>
<div id="attachment_83" class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><img class="size-full wp-image-83 " title="solarworld-02" src="http://www.ifbut.com/blog/wp-content/uploads/2009/05/solarworld-02.jpg" alt="L'auto a pannelli solari SolarWorld No. 1 sfreccia nel deserto australiano, e potrete vederla che a Verona durante la prossima SolarExpo, il 6-7-8 maggio." width="580" height="222" /><p class="wp-caption-text">L&#39;auto a pannelli solari SolarWorld No. 1 sfreccia nel deserto australiano, e sarà a Verona durante la prossima SolarExpo, il 6-7-8 maggio 2009.</p></div>
<p>Per saperne di più sulla SolarWorld No. 1:</p>
<p><a title="Solarworld-italy.com" href="http://www.solarworld-italy.com/" target="_blank">Solaworld-italy.com</a><br />
<a title="Area Stampa SolarWorld" href="http://www.ifbut.com/ita/ufficio-stampa.php" target="_blank"> Area Stampa di if&amp;but Network di comunicazione</a><br />
<a title="solarexpo.com" href="http://www.solarexpo.com/" target="_blank">Solarexpo.com</a></p>
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